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Siamo nel 1680, Cristina di
Svezia insieme a Francesco Borri, recluso a vita nella prigione di Castel
Sant’Angelo con l’accusa di eresia, si apprestano al passaggio della cometa,
, alla creazione della grande opera: la pietra filosofale che trasmuta il
piombo in oro. Ma il progetto non si può realizzare se prima un ebreo
recluso a Castel Sant’Angelo, non rivela una qualche formula cabalistica
che permetta alla luce della cometa di fissarsi sul piombo aiutandone la
trasmutazione. A Borri e Cristina fanno da contrappunto uno psicoanalista e
una paziente che per una alchimia della psiche intrattengono con i due
personaggi storici una relazione che getta una luce, anche se non è quella
della cometa, sulle trasmutazioni che la sessualità ha nella contemporaneità
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