Edizioni Progetto Cultura e Vittorio Pavoncello

                                                               presentano

 

 

 

                                                        Comunicato Stampa

 

                            Spam Art 2011: Il Clima cambia, la Musica No

 

 

 

Mercoledì 7 dicembre durante la manifestazione “Più libri Più Liberi”, presso lo spazio del Caffè letterario del Palazzo dei Congressi dell’Eur, gli artisti del movimento Spam per l’Arte presenteranno il loro manifesto culturale e il prodotto scaturito dalla scorsa edizione in un unicum fra scrittura, musica, danza, pittura, scultura e arte digitale.

 

 

È un tempo questo in cui i numerosi piani della vita si mescolano: politica, ambiente, arte e società sembrano non rispettare più certi confini e spazi. La natura rompe gli argini e si ribella trascinando con sé uomini e cose, invadendo anche le case costruite lì dove la terra si sente usurpata. Anche gli spazi di espressione, soprattutto nel campo artistico, hanno subìto un mutamento e un’espansione senza eguali con l’invasione e insieme il supporto di internet.  

Spesso queste invasioni di campo e competenze possono destare confusione ma anche contribuire a un circolo virtuoso di scambi produttivi tra movimenti, culture e talenti, trasformando così gli aspetti negativi in proposizioni positive: una passata speculazione edilizia, etica, culturale può mutare in coscienza ambientale e giuste leggi; componimenti e armonie che della passata diffidenza spam hanno saputo trarre nuove correnti e movimenti. Oppure no?

 

Da questi dubbi o speranze, il fermento Spam riparte portando con sé nuovi innesti, nuovi talenti e contributi; oltre agli artisti che hanno scambiato le loro SpamIdee nella scorsa edizione (tutte pubblicate in un libro da Progetto Cultura: “SpamArte – Parole, suoni e immagini” – 2011, da sempre sponsor e supporto del fermento),  altri si sono aggiunti,  caratterizzando con il loro timbro diverso il nuovo tema della seconda edizione:“Il Clima cambia, la Musica no.”

 

Sarà, infatti, la musica ad aprire le danze (letteralmente) della soirée con la Refectory Brass Band, un ensemble scatenato di fiati e percussioni (tra i 15 e i 20 elementi) con incursioni artistiche di ogni genere.

 

Le opere artistiche che compongono l’universo Spam, ideato a Roma dall’autore e regista Vittorio Pavoncello, saranno diffuse via audio durante la serata, mentre gli stessi protagonisti in carne e ossa saranno presenti con performance e partecipazioni.

 

Le opere visive saranno inoltre ospitate dall’Insight Space Gallery di Fauzia Colletti Gavioli dal 17 dicembre fino a luglio: una mostra che avrà poi un continuum itinerante fino in Sardegna (Bosa). Presso lo Spazio della gallerista di Via Marco Aurelio, 43 sarà possibile ogni domenica ammirare le opere in momenti conviviali organizzati dalla galleria.

 

Quest’anno, inoltre, gli eterogenei talenti della Spam Art vedono l’ingresso di una nuova formazione artistica di alta qualità e respiro internazionale: “Webism – Art connecting the world group”, fondato nel 2003 da artisti internazionali professionisti. Artisti che interagiscono tra di loro sul web ma che incastonano forme tradizionali d’arte insieme a una buona dose di indipendenza.  

 

La serata avrà inizio alle 20 e sarà introdotta dallo scrittore e  critico letterario Antonio Debenedetti: un’ora di spettacolo che parte dal libro, si fonde con la danza, la lettura, la musica e la perfomance in ogni senso. Forse la musica può cambiare!

 

Mercoledì 7  h 20

Più libri Più Liberi”, Caffè letterario del Palazzo dei Congressi dell’Eur

                       

Mostra

 

Il clima cambia la musica no

 Vernissage  17dicembre 2011 ore 17,30

 

Space Gallery Insight   Via Marco Aurelio 43  00184 Roma

 

Aperta il sabato e la domenica (ore 17-20) o su appuntamento.  La mostra proseguirà fino al  30 luglio 2012

Info:  331 2733330 -  366 4545656 associazione@luciocolletti.it

 

 

  

 

                       

 

 

 

 

                                                           Artisti Partecipanti

 

Letteratura: Adriano Marenco, Laura De Luca

Poesia: Francesca Bellino, Deborah D’Agostino (con Maurizio Pio Rocchi), Francesco Onìrige, Danilo Pugnalini, Michela Zanarella, Enomis (Simone Carunchio), Sergio Casini

Arte: Virginia Carbonelli, Gabriella Di Trani, Stefano Frasca, Salvatore Giunta, Lughia, Giuseppe Salerno, Giulia Colletti, Francesca Cataldi, Webism, Rossella Alessandrucci, Chelo Mariano, Simona Innocenzi, Michele De Luca, Michele Leognani, Maurizio Pio Rocchi, Daniela Negri

Foto: Ferdinando Provera, Patrizia Pieri.

Video: Artekreativa (anche autori testo), Gabriel Zagni, Gruppo Sinestetico

Critica:Donatella Orecchia

Regiae e audio: Vittorio Pavoncello

Moda: Cinzia dell’Omo e Silvia Arduino, Martina Pavoncello Giordana

Danza: Isabella Venantini

Musica: Davide Alivernini,

Attori: Giuseppe Lorin

Attrici: Chiara Pavoni, Rita Pasqualoni

Performer Ospite: Massimo Napoli

 

                                        Ufficio Stampa: Simona Zecchi Andrea Riccio

                           simozecchi@gmail.com   riccioandrea85@gmail.com

                                  www.spamarte.it  www.artingrid.de/webism.htm

                                         sito del webism movement ospitato da

                                                          Ingrid Kamerbeek

                                                       Refectory Brass band:

                  https://www.facebook.com/pages/Refectory-Brass-Band/173890395986479

 

 

 

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Space Gallery Insight di Fauzia Colletti Gavioli

ha il piacere di presentare

IL GRANDE TU

15 olio su tela di

Vittorio Pavoncello

 Inugurazione venerdì 13 maggio ore 18,30

presentazione in catalogo

Anna Imponente

 

A distanza di 4 anni dalla mostra «Blue», Vittorio Pavoncello propone i suoi nuovi oli su tela riuniti nel titolo «Il grande Tu», ospite della Space Gallery Insight di Fauzia Colletti Gavioli. Accanto a dipinti più astratti dai temi e titoli paradossali, come Un elefante fuggito dallo zoo si perde senza più memoria nei labirinti della vita o La mia mamma fa la Lap, le recenti opere di Pavoncello sviluppano il suo omino composto da sei segni, articolando questo logo o stilema di un graffito in figure di azioni, suscitate dalle posture delle figure o dall’intersecarsi dei colori, come accade nel dipinto Fuga dalla terra. A queste ricerche più estetiche, inoltre, si unisce la tematica sociale come l’artista scrive nell’introduzione al catalogo di Anna Imponente.

“ ‘Come è strano il destino di noi mortali! Ognuno di noi è qui per un breve soggiorno. A quale scopo non sa... Un centinaio di volte ogni giorno ricordo a  me stesso che la mia vita interiore ed esteriore sono basate sulla fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che mi devo esercitare al fine di dare nella stessa misura in quanto ho ricevuto e sto continuando a ricevere...’ Ecco, la mostra Il grande Tu potrebbe partire dalla frase di Einstein per trovare i motivi che l'hanno generata. Una voglia di scoprire, al di fuori di noi insolite vite della contemporaneità e dimensioni interiori della memoria. Ma in un’altra frase dello scienziato Il grande Tu potrebbe trovare anche il suo punto di arrivo:‘L'esperienza più bella che possiamo avere è il mistero.  E' l'emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza.  Chi non lo sa e non si meraviglia più, è come morto, e i suoi occhi non sono disponibili’. Ho voluto quindi rendere disponibili i miei occhi a vedere, perché distogliere lo sguardo, oggi come ieri, può far si che più agevolmente si instauri quel totalitario grande Noi dove nè “il grande Tu” nè “il piccolo Io” possono avere la possibilità di vivere.”

Mostra dal 13 maggio al 30 novembre 2011 Space Gallery Insight  Via Marco Aurelio 43 – 00184 Roma

Aperta il sabato e la domenica (ore 17-20) o su appuntamento.

Informazioni:  331 2733330 -  366 4545656 associazione@luciocolletti.it    stampa@vittoriopavoncello.net

 

 

Comunicato Stampa

Spam-Story

soirée

 

Domenica 28 novembre presso il Caffé Letterario Mangiaparole in Via Manlio Capitolino, 7/9 (Furio Camillo), oltre 20 fra scrittori, artisti e critici esprimono il loro senso Spam per l’Arte.

 

Come spesso capita, i messaggi SPAM non hanno una valenza propria, non sono qualcosa di definito e definibile. A delimitarne la natura, infatti, è l’atteggiamento di diffidenza - se non addirittura di repulsione - di coloro che ricevono il messaggio: non ne conoscono la fonte, non se lo aspettano, li disturba perché non sanno cosa farne e come utilizzarlo”.   

 

Da questa parziale definizione di Spam,Vittorio Pavoncello parte e, insieme a  edizioni  “Progetto Cultura”, crea una serata e un’idea di manifesto culturale per dare espressione e volto a quegli artisti che attraverso la loro scrittura (sia essa prosa o poesia), la loro pittura o la videoarte danno forma e corpo a tutto ciò che apparentemente non ci appartiene, rimane ai margini di noi e, contemporaneamente, ci invade ogni giorno come foglie secche.

 

Tutto ha inizio con un romanzo, Spam Story di Vittorio Pavoncello (Edizioni Progetto Cultura, 2009) nel quale sono raccolte le numerose e-mail arrivate sul  computer dell’autore. L’apparente disordine di arrivo delle e-mail ricostruisce la storia di Claro, danzatore, che un grave incidente costringe a cambiare vita. Decisione che tuttavia influisce sulle persone che incontra o reincontra lungo il suo nuovo viaggio, quello del ritorno.  

 

Si parte da questo testo come riferimento per la serata di Spam Story, ma tante saranno le voci che si alterneranno e cercheranno di dare spessore al connubio, dai connotati paradossali, rappresentato da Spam e da Art.

 

L’evento avrà inizio alle 18:30 per terminare alle 22:00, una maratona culturale poliedrica per dare spazio anche a quell’arte che sembra non rispettare certi criteri estetici e di mercato ma che potrebbe schiudere le porte verso nuovi orizzonti e possibilità espressive.

 

 

 

 

Artisti partecipanti

 

Letteratura: Adriano Marenco, Vittorio Pavoncello, Rita  Porretto, Mario Ricotta,

Poesia: Francesca Bellino, Deborah D’Agostino, Francesco Onìrige, Danilo Pugnalini, Michela Zanarella

Arte: Mauro Bellucci, Virginia Carbonelli, Gabriella Di Trani, Marco Ferri, Stefano Frasca, Salvatore Giunta, Lughia, Teresa Mancini, Mauro Molle, Giuseppe Salerno,

Video: Artekreativa, Gabriel Zagni, Gruppo Sinestetico

Critica:Massimiliano Borrelli, Donatella Orecchia

Audio: Vittorio Pavoncello

Moda: Cinzia dell’Omo, Martina Pavoncello Giordana

Performance: Artekreativa, Perifezie, Ro’ Rocchi

Musica: Davide Alivernini Solo Project

Attori: Giuseppe Lorin, Mario Palmieri

Attrice: Federica Fiorillo

 

Ufficio Stampa:  Simona Zecchi  simozecchi@gmail.com

 

Domenica 28 novembre dalle 18.30 alle 22.00 Caffé Letterario Mangiaparole

Via Manlio Capitolino 7/9 (M Furio Camillo) tel: 0697841027 info@mangiaparole.it

 

 

 

 

Il Protocollo Dershowitz di Robert Fothergill

PERSONAGGI

JACK MC CALL   investigatore F.B.I.  GIUSEPPE LORIN

JANE COSENTINO  avvocato del Dipartimento di Giustizia    ELEONORA PARIANTE

IQBAL AZIZ giornalista siriano-americano   BRUNO VIOLA

DR RANDALL WATKIN responsabile della somministrazione   SAMUEL KAY

Musiche  ENZO DE ROSA

Mise en espace  VITTORIO PAVONCELLO

Registrazione ARTEPOINT presso lo studio MA.NA Elaboratori                                                           Assistente regia  Andrea Parisetti

 

Rob Fothergill nato nel 1941, autore critico e storico del teatro, Professor Emeritus, Department of Theatre, York University  insegna attualmente al Dipartimento di teatro presso Faculty of Fine Arts in Canada.  Fra le sue opere: Detaining Mr. Trotsky  sull’internamento di Leon Trotsky in un campo di prigionia in Nova Scotia nel 1917 ha vinto un Chalmers Award  e molte  Dora nominations.Public Lies  ha ricevuto la nomination al Chalmers Award,e narra la ricerca della verità drammatizzando la propaganda e la manipolazione dei media sulla carriera di John Grierson uno dei pionieri del documentario d’autore e fondatore National Film Board, organismo preposto alla realizzazione di film destinati a far comprendere il Canada ai canadesi e agli altri paesi.  Borderline, ambientato in un campo di rifugiati al confine fra  Rwanda e Tanzania,  ha ottennuto un secondo premio nel  1999 Herman Voaden Canadian Playwriting.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato Stampa

Il Protocollo Dershowitz di Robert Fothergill

Domenica 26 settembre ore 21.30 ingresso libero

Teatro allo Scalo in Via dei Reti 36, quartiere San Lorenzo, Roma
Telefono 3406485291 – 0683602262  info@teatroalloscalo.it

A circa sette ore dall’esplosione di un ordigno nucleare, i servizi segreti americani decidono di applicare il Protocollo Dershowitz una procedura che consente legalmente di applicare la tortura, al fine di arrivare a scoprire informazioni di vitale importanza. Così, quasi all’alba di un giorno qualunque di un’imminente in una strage, sono riuniti un Ispettore del FBI dai modi spicci e grossolani, un’avvocata liberal e con grossi motivi umanitari, e un addetto alla somministrazione della tortura scientifica che ha qualche personale ragione per vendicarsi, il quarto è un terrorista arabo sottoposto a tortura e dal quale si vuole sapere dove e quando l’ordigno nucleare esploderà. Il testo di Fothergill fa nascere dall’intreccio teatrale i diversi dubbi morali sulla tortura, e sui dubbi che gli americani hanno su come siano potuti accadere gli eventi dell’11 settembre. Qualcuno sapeva e non ha lasciato trapelare le informazioni? O il non avere avuto le informazioni giuste al momento preciso non ha potuto evitare la morte di tremila persone? E potendo accedere a queste informazioni è giusto applicare la tortura a un uomo per evitare le immani sofferenze che un’esplosione nucleare in una città potrebbe causare? Ma fra tutte queste domande ne sorge anche un’altra: quale attendibilità dare alle informazioni estorte tramite la tortura? Sebbene applicata con metodi scientifici, e potremmo ironicamente affermare non invasivi, la tortura ha la sicurezza scientifica nei risultati che si prefigge?  Il testo di Fothergill pur mantenendo alta e in sospeso la questione morale nella costruzione della vicenda azzarda qualche risposta che continua la riflessione e gli interrogativi ai quali, oggi, nemmeno gli struzzi possono più far finta di non sottoporsi.

 

 

 

 

 

 

 

Chi

Hypoteses e Gallerie Le Tele Tolte

Invitano

mostra personale di

Vittorio Pavoncello

 

 

Cosa

MONDI VIRTUALI                          24 pastelli su carta

 

UNA DONNA VIRTUALE                 audiodramma

 

 

 

Dove

GALLERIA  LE TELE TOLTE   Via Nuova  6 CAPALBIO (GR)

 

 

 

Quando

vernissage 24 luglio ore 18

 

 

 

E poi

24 luglio ore 18

 

h18/30 e h22   UNA DONNA VIRTUALE audiodramma per voce di sintesi

 

 

 

Con

testi in catalogo

Laura Ramoino

Anna Imponente

Lidia Reghini di Pontremoli

 

 

Perché

VIRTUAL COSMOS PROJECT

 

 

 

Fino a

25 luglio

h18/30 e h22   UNA DONNA VIRTUALE audiodramma per voce di sintesi

 

 

 

E se…

DAL 24 AL 26 LUGLIO 2010

 dalle 11 alle 14  dalle 16 alle 24  GALLERIA  LE TELE TOLTE

 

 

Info

338 1611206    leteletolte@gmail.com   www.leteletolte.it

 

 

Alla  prossima Fiera nazionale della piccola e media editoria "Più libri più liberi" presentazione del romanzo di Vittorio Pavoncello  SPAM  STORY per la Edizioni Progetto Cultura, ne parleranno Marina Beer e Tito Schipa jr.

 

Martedi 8 dicembre 2009  h 17.oo Palazzo dei Congressi Roma

 

SPAM STORY

sinossi

 

Per cinque anni un imprecisato numero di e-mail inonda la posta elettronica dell’autore, che decide di catalogarle seguendo un ordine  più o meno arbitrario. Uno fra i tanti possibili.

E così, attraverso i frammenti di quelle voci anonime, ecco la storia di Claro, danzatore quarantenne che un grave incidente ha costretto a cambiare radicalmente vita e fare ritorno a casa dopo anni di lontananza. La storia di una resa dei conti e di uno scacco -esistenziale e artistico- e, soprattutto, la storia di un ritorno che fa precipitare il presente e ne rivela l’impasse. A meno che qualcuno non muoia davvero.

Nel racconto, percorso da una sottile vena ironica, un ex ballerino, un avvocato carico di una rabbia nascosta e sedimentata negli anni, una donna che sceglie di sostituire il proprio marito con il fratello di lui, un misterioso mago che interviene a distanza sulla memoria della sua vittima, una giovane rampante organizzatrice di eventi artistici si incrociano a tessere una vicenda che accenna ad essere storia di un triangolo amoroso, storia noir, storia di magia ed esoterismo, senza essere nessuna di queste. Perché la storia di Claro e degli altri si rivela gradualmente come storia di un’impossibile riscrittura del passato e di un impossibile racconto ordinato del presente.

Chi è Claro? Sembra essere la domanda che percorre tutte le pagine. Il romanzo cerca nei frammenti delle mail una risposta possibile fra le tante, che il finale rivela tuttavia in tutta la sua paradossale precarietà e incertezza.

 

http://www.youtube.com/watch?v=7lDiYpDLh6w

 

martedì 8 dicembre:     ore 10 - 20
COME RAGGIUNGERE LA FIERA
Auto: Uscita n. 26 (Roma Eur) del Grande Raccordo Anulare in direzione centro città, proseguire fino a Piazza G. Marconi (Obelisco), al primo semaforo a destra (Viale della Civiltà del Lavoro) e proseguire per 200 mt. circa.
Dalla Stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. 
Dalla fermata, 5 minuti a piedi seguendo Viale Shakespeare.

Servizio bus navetta gratuito (A/R) ogni dieci minuti dalla fermata della metropolitana EUR Fermi al Palazzo dei Congressi, dall'apertura della manifestazione fino alla chiusura.

 

 

 

In altre Parole festival di drammaturgia Internazionale

ECAD e ARTEPOINT

presentano

La Guida dell’Ermitage

di Herbert Morote

a cura di Vittorio Pavoncello

con

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Maurizio Palladino

Pavel, guida dell’Ermitage

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Bruno Viola

Igor, guardiano dell’Ermitage

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Paola Surace

Sonia, moglie di Pavel

 

montaggio video Paolo Mancini

aiuto regia Stefano Frasca

Prima che i tedeschi completassero l’assedio a Leningrado il governo sovietico aveva salvato le opere del Museo Ermitage inviandole negli Urali. Una guida del museo, vecchio e malato, decide di continuare le visite guidate spiegando, con molta passione, i dipinti che non ci sono più a dei visitatori immaginari. Il testo ricrea il dramma di Pavel Filipovich, la guida dell’Ermitage, idealista e appassionato cultore delle arti che tenta di convincere di queste “visioni” sia sua moglie Sonia, membro del Comitato della Difesa, che il guardiano del museo Igor (scettico e con i piedi per terra). Diversi sono i piani di lettura dell’opera: da un lato, la possibilità del ricorso all’arte non come fuga ma come forma di resistenza alle oppressioni e violenze di situazioni limite, da un altro, l’indicazione che forse realtà illusione e fantasia possono essere considerati dei sinonimi. E, mentre la vicenda si sviluppa e le divergenze fra i protagonisti aumentano,  il testo mostra come l’amicizia e l’amore possano fare fronte alla tragedia.

 

Note di regia

La guida dell’Ermitage è un invito alla libertà. Libertà dalla tragedia di una Leningrado assediata dai nazisti e libertà di poter pensare, sognare e fantasticare, senza dover condividere questa facoltà con membri di un qualsivoglia partito o potere. Una libertà anche dell’immaginazione, che non ha bisogno di nessuna autorità che le consenta di esistere e che cerca di liberarsi da ogni addomesticamento che possa ridurla a mera funzione di utilità. Il messaggio di Pavel Filipovich è di: resistere. Anche e principalmente dentro se stessi, roteando i mulini a vento della propria inalienabile vita interiore. 

20 settembre 0re 19.30  Teatro lo Spazio  Via Locri, 42  info. 06 77076468-3664545656

ingresso libero

 

 

 

Herbert Morote               scrittore, peruviano di nascita e ormai spagnolo di adozione Morote ha svolto per diversi anni l’attività di dirigente industriale. A 55 anni ha deciso di lasciare il business  per la sua attività preferita di scrittore.  Immediati i riconoscimenti e i premi, “La guida dell’Ermitage” ha ottenuto in Spagna il premio San Sebastian per la drammaturgia. Impegnato socialmente e per i diritto umani, Morote  in Perù ha creato una Fondazione che porta il suo nome per ricordare lo sterminio dei campesinos peruviani.

 

Maurizio Palladino                 attore ha lavorato  con  i registi   Gino Zampieri, Pino Quartullo, Roberto Tomaello, Giuliana Manganelli, Luca Tassara, Giancarlo Sepe, Bruno Mazzali, Rita Tamburi, Massimo Luconi, Roberto Guicciardini, Memè Perlini, Pino Micol, Giancarlo Nanni, Nuccio Siano, Ennio Coltorti, Caterina Venturini. Giuseppe Marini, Antonio Mastellone partecipando agli spettacoli : “Victor o i bambini al potere” di R. Vitrac, “Woyzech”di G. Buchner, “La Cagnotte” di E. Labiche,“Eclisse Totale”di C. Hampton, “Notturno” da G.D’annunnzio, “L’Ispettore Generale” di N. Gogol, “Gige e il suo anello” di F. Hebbel, “Santa Giovanna dei Macelli” di .Brecht, “Minni la candida” di M.Bontempelli, “L’età del Jazz”da F. S. Fitzgerald, “Don Giovanni Involontario” di V. Brancati, “Processo a Gesù” di D. Fabbri,  “Come vi piace” di W. Shakespeare,  “Escurial” di M. De Ghelderode, “Danno Collaterale” di A. Trigona Occhipinti, “Le Trachinie” e “Medea” di Sofocle, di Sofocle, “Il Gabbiano” di Anton Cechov, “ I Menecmi” di Plauto, “Il gioco dell’amore e del caso” di Marivaux.

 

Bruno Viola,                   attore ha lavorato  con  i registi Costa, Squarzina, Salveti, Menegatti, De Fusco, Venturi, Siano, Venturini, Tiezzi, Reim, Manfrè, Belli, Branciaroli, Taddei, Cauteruccio, Punzo, Trifirò, Syxty, Martino,Venetucci,Pavoncello,D’Elia partecipando agli spettacoli: Il mercante di Venezia, Amleto e La bisbetica domata di W.Shakespeare, L’uomo,la bestia e la virtù, Il  berretto a sonagli e Non si sa come di L.Pirandello, Orestiade di Eschilo, Medea di J.Anouhil, Candida e Il discepolo del diavolo di G.B.Shaw,  W Campanile da A.Campanile, Il cimitero delle automobili di F.Arrabal, Madre Maria Ignatius di C.Durang, Porcile di P.P.Pasolini, La città morta di G.d’Annunzio, Ione di Euripide, Opus Florentium di M.Luzi, Il giardino dei ciliegi di A.Checov, I malavoglia di G.Verga, Casa di bambola di H.Ibsen.Le illusioni di Dio,Sei personaggi in cerca d’autore di L.Pirandello,Benedictus di M.Lerner,Riccardo III di W.Shakepeare

 

Paola Surace         attrice  ha lavorato  con  i registi Mario Moretti, A. Favaro,  R. Levante, F. Branchetti, M. Belocchi, Federico Grassi, Marcello Cotugno, Claudio Boccacini, partecipando agli spettacoli: Buonanotte... Nessuno di Favaro, Antonio e Cleopatra e  Macbeth  di Shakespeare, La rivoluzione di Fra Tommaso Campanella di M.Moretti,  La voce umana di J. Cocteau, A porte chiuse di JP. Sartre

 

Vittorio Pavoncello    autore regista tra le sue pieces, “Mostri si diventa non si nasce” con la quale ha inaugurato l'Art -Ecò commistione di arte  ed ecologia, e “Realtà Virtuali” (1994) improntata invece al sodalizio tra arte e scienza. Del 2000 è invece “Il Nuovo Pianeta”, un testo sulla pena di morte rappresentato all'Anfiteatro Flavio (Piazzetta del Colosseo) illuminato per l'occasione. Artista anche in pittura e scultura, Pavoncello ha realizzato numerose opere e mostre. tra le prime "La lampada della pace" scultura per il Santuario Francescano di Greccio, e "Il popolo del sogno"  50 incisioni dalla Bibbia Ebraica esposte nel complesso del Vittoriano a Roma (2004).Di recente (2006) ha creato per il trentennale di Max Ernst, andato in scena al Teatro Flaiano, lo spettacolo “L’incoronamento della novella sposa” ispirato dal noto dipinto. E dal 2007 ideatore e curatore de “La memoria degli altri”. Direttore artistico della associzione ECAD nel 2009 ha scritto e diretto “La scelta di Turing”.

 

 

 

La memoria degli altri

 

Con il patrocinio di

Parlamento Europeo

Ambasciata Britannica

Ambasciata della Repubblica Federale di Germania

Ambasciata di Israele

Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Università di Tor Vergata

Centro di Cultura Ebraica

 

Con il contributo ed il patrocinio di

Regione Lazio

Provincia di Roma

RAI Segretariato Sociale

Comunità Ebraica di Roma

Arcigay

Circolo Mario Mieli

 

Main Sponsor

 

QUBE

SIXTY

 

Media partner

 

Radio Rock

Radio Rock Italia

Fun week

Cherubini

 

ARCIGAY-CIRCOLOMARIOMIELI-Di’GAYPROJECT-GAYNET-GAYLIB-CERTIDIRITTI

Presentano

IL GIALLO E IL ROSA

un’idea di Vittorio Pavoncello

 

Shoà e Homocaust

due genetiche per uno sterminio

 

Lunedì 26 gennaio 2009 – Dalle 11 alle 24

QUBE - via di Portonaccio 212 – Roma

 

Ebrei ed Omosessuali per ricordare insieme la Shoà e l’Homocaust: evento non stop organizzato dall’Associazione “Ecad” in occasione del GIORNO DELLA MEMORIA 2009.

 “La memoria degli altri” – questo il titolo dell’iniziativa culturale ideata da Vittorio Pavoncello -  giunge qui alla sua terza edizione, dopo gli eventi degli anni precedenti dedicati rispettivamente ad  “Ebrei e Rom” (Auditorium Ara Pacis, 2006) ed “Ebrei e Disabili” (Auditorium Parco della Musica, 2007). Nella cornice multipiano del Qube, lunedì 26 gennaio, dalle 11 alle 24, la Shoà sarà così ricordata attraverso testimonianze parlate, discusse, filmate, raffigurate e interpretate che oltre a tracciare la storia passata, cercheranno di disegnare più civili modi di comprensione, analisi e dialogo per le persone e gruppi che da sempre hanno costituito fonte e stimolo per l’identità europea.

 

Programma

 

 

10.45

Al di qua del bene e del male di Marco Belocchi

Spettacolo itinerante elaborato su testi di Primo Levi, Wiesel, Kertesz, Frank, Bruck e Bassani

Interpreti: Daniela Di Bitonto, Maurizio Palladino, Eleonora Pariante, Alessandro Waldergan, Paola Surace, Valter Venturelli, Valentina Maselli e Marco Belocchi. Compagnia Genta/Rosselli

 

 

11.00

Incontri-Dibattito con Gianfranco Goretti e Marco Reglia sulle politiche discriminatorie nei confronti degli omosessuali durante la seconda guerra mondiale. Si parlerà anche di Genetica e Sessualità, a partire dalle riflessioni di Magnus Hirschfeld, una delle figure dominanti nell'ambito della difesa dei diritti politici degli omosessuali.

 

11.30

Presentazione Mostre Homocausto, a cura del Circolo Mario Mieli e di Arcigay, sull'approccio del fascismo all'omosessualità e sulla persecuzione delle donne lesbiche, con particolare attenzione anche alle discriminazioni effettuate nei regimi totalitari.

L’esposizione sarà affiancata dall’omaggio pittorico Arte e Shoà  di 20 artisti sul tema della Shoà e dell’Homocaust, tra i quali si segnalano Eclario Barone, Franca Bernardi, Paola Casalino, Fiorella Corsi, Giorgio Fiume, Stefano Frasca, Vardi Kahana, Menashè Kadishman, Lughia, Rita Mele, Teresa Pollidori, Eliana Prosperi, Rosella Restante, Giovanni Liberatore, Teresa Mancini, Birgitt Shola Starp.

 

11.30

Silenzi e Parole 

Perfomance di Mimo Rorocchi con letture di Gabriella Tupone, Vittorio Hannuna.

 

12.00

La scelta di Turing di Vittorio Pavoncello

Spettacolo su Alan Turing, il noto matematico che permise di decifrare i codici crittografati dei nazisti (ENIGMA) permettendo così agli alleati di vincere la guerra e in seguito, a guerra finita, portato al suicidio perché omosessuale.

Protagonisti Bruno Maccallini, Toni Garrani, Arianna Lazzaro e Cristina Aubry

Musiche di Enzo De Rosa,  Costumi di Toni Saracino, aiuto regia Stefano Frasca.

 

13.15 -15.00

Proiezione dei film

Grune Rose di Dario Picciau, film-racconto omaggio a Richard Grüne, artista e testimone dello sterminio degli omosessuali sotto il nazismo, prodotto da Visions e Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa“ su soggetto e sceneggiatura di Roberto Malini;

Paragraf 175, opera diretta da Rob Epstein e Jeffrey Friedman su testo di Sharon Wood, narrata nella versione originale da Rupert Everett: uno straordinario documento tragico e commovente che ritrae 6 sopravissuti alla persecuzione nazista contro gli omosessuali.

 

16.00

Incontri con Enrico Oliari, Angelo Pezzana, Rossana Praitano, Luigi Attenasio, Pupa Garriba, Imma Battaglia, Franco Grillini, Franco Siddi, Anna Foa, interverrà lo scrittore israeliano Yossy Levy

18.00

Premio Teatro e Shoà, a cura del CeRSE Tor Vergata

Proclamazione dei vincitori della II edizione e consegna delle targhe della Presidenza della Repubblica.

 

18.15

La scelta di Turing di Vittorio Pavoncello (replica)

 

19.15

I sogni e le pietre

liberamente tratto da: “Se questo è un uomo” di Primo Levi -  Come una rana d’inverno” conversazione con tre donne sopravvissute ad Auschwitz di Daniela Padoan e “ Bent” di Martin Shermann, Bertolt  Brecth - con Giuseppe Grisafi, Francesco Magali, Raffaella Mattioli, Gloria Pomardi, Leonardo Sbragia, ideato e diretto da:  Marco Mattolini –Gloria Pomardi, drammaturgia:  Marco Mattolini, coreografie: Gloria Pomardi, costumi: Francesca Linchi, ambientazione scenica: Fabrizio Russo

 

20.45

Il giallo e il rosa, composizione del Duo Neoklassic formato da Enzo De Rosa (pianoforte) e Kyung Mi Lee (violoncello)

 

21.00

Nudo,  opera di Sylvano Bussotti su testo di Aldo Braibanti, interpretata dal soprano Monica Benvenuti

 

21.30

Musica dell’Uomo di domani  - antologia di musiche concentrazionarie scritte dal 1933 al 1945

Francesco Lotoro e l’Ensemble Musica Judaica

pianista Francesco Lotoro, soprano Anna Maria Stella Pansini, baritono Angelo De Leonardis, cantore Paolo Candido, chitarrista Leonardo Gallucci , Coro Diapente di Roma diretto da Lucio Ivaldi

22.30

Eyn, tsvey...Dreidel

Marco Valabrega (violino) e Trio Dreidel con Ruth Ejzen (voce)

Brani tratti dal loro ultimo lavoro di musica klezmer

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa IL GIALLO E IL ROSA: Elisabetta Castiglioni

Tel/Fax  06 3225044 -  Cell 328 4112014   elisabetta@elisabettacastiglioni.com

www.elisabettacastiglioni.com

 

QUBE: Ufficio Stampa  Antonietta  Donatelli   a.donatelli@inwind.it   339.7660942

 

ECAD   Ebraismo Culture Arti Drammatiche

Via del Portico d’Ottavia 13 – Roma  Tel. 366 4545656 -  Fax 1786029584

ecad@live.it - www.ecad.name

 

 

 

 

ingresso libero

Comunicato Stampa

 

 

                               

 

 

Soprintendenza ai Beni Culturali Regione Abruzzo – Laboratorio  Nazionale Gran  Sasso

 

presentano

 

HUMAN GRAVITATION PROJECT

Squashed sculture e  video Asintotica o Apophis 2036

 

di

Vittorio Pavoncello

 

a cura di

Anna Imponente

  

Inaugurazione mostra giovedì 10 aprile ore 16.30 - fino al 10 maggio 2008

Museo Nazionale d'Abruzzo:

Viale B. Croce c/o Forte Spagnolo - L'Aquila- info: 0862 633433/450

Conferenza del prof. Eugenio Coccia, Direttore LNGS, sul tema “Fisica gravitazionale”, martedì 29 aprile, ore 17

 

 

“Human Gravitation Project” è un evento che riveste un elevato potenziale d’interesse abbracciando sia il mondo culturale che quello scientifico e gli organismi a questi collegati.

La mostra  Squashed presenta circa trenta sculture in ceramica raku, che raffigurano molteplici volti sottoposti alla forza di gravità. Ne vengono fuori delle sembianze contorte, dell’espressione drammatica che, partendo dalla fisica, mostrano aspetti dell’animo umano, come se i corpi cui appartengono fossero attraversati da altri moti e più propriamente quello delle passioni e dei pensieri. Un umanità schiacciata sia dal  vivere che dalle forze fisiche che interagiscono su di questa. L’importante tema trattato, quale è “la gravitazione”, consente molteplici spunti dinamici e riflessioni sulla nostra vita quotidiana  unendola alla sua espressione in arte e alla ricerca scientifica.

Ciò vale per il video Asintotica o Apophis 2036 che, attraverso il montaggio di immagini, tratta dell’altro aspetto della forza gravità, quello più specifico e fisico, con il previsto passaggio dell’asteroide Apophis (nome della divinità egizia che significa “distruttore”) il cui impatto con la Terra–sebbene variabile da o a 2 della scala di Torino-  potrebbe avere effetti devastanti per un’ ampia zona terrestre. Il video parte dalla roccia e dalla polvere per poi inserirsi in una presenza egizia, da cui il nome dell’asteroide deriva, che potrebbe distruggere la terra. Ma poiché l’evento non è certo, ed è auspicabile che non lo sia, ne deriva il titolo di “asintotica” che per definizione significa : ”di ciò che tende ad avvicinarsi sempre più a qualcosa, senza mai raggiungerla o coincidere con essa ”.

 

 “Human Gravitation Project” ha la particolarità di essere una manifestazione, proprio per il suo coinvolgimento della Sovrintendenza ai Beni Culturali dell’Abruzzo e del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso(LNGS), a più contenitori quali: una mostra di scultura, una proiezione video con musica sul tema degli asteroidi, una conferenza sulla fisica gravitazionale tenuta dal direttore Prof. Eugenio Coccia del LNGS,  insieme alla Soprintendente ai Beni Culturali  Dott. Anna Imponente sui rapporti tra arte e scienza.

 

Il progetto si sviluppa in un luogo prestigioso per l’arte e la cultura italiana quale il museo Cinquecentesco de L’Aquila  di notevole interesse sia per la riqualificazione del territorio abruzzese nei suoi aspetti turistico culturali, che nel suo proporsi come polo museale della contemporaneità.

 

Human Gravitation Project  sculture e video di Vittorio Pavoncello

 

Eclettico e versatile, artista totale per vocazione, Vittorio Pavoncello incarna il prototipo dell’intellettuale proteiforme, spaziando tra arti plastiche e figurative a quelle del teatro e della cinematografia. La scultura lo ha visto invece creare la mostra “Butterfly l’età dei giochi e dei confetti” alla Galleria Athena Roma 2000 e l’importante scultura "La lampada della pace" per il Santuario Francescano di Greccio, accesa ogni anno da bambini rappresentanti le tre religioni monoteiste, e con la quale l’UNICEF lancia il suo  appello di pace al mondo dal 1999. Numerose le mostre di pittura; tra le più recenti "Il popolo del sogno"  50 incisioni dalla Bibbia Ebraica esposte al Complesso del Vittoriano a Roma (2004) e “Blue” alla Sala Margana a Roma nel 2007. In teatro ha realizzato di recente come regista e autore “Pulling Down” all’Auditorium Parco della Musica 2008.   E’ membro del gruppo internazionale di artisti digitali  Webism.

 

 

Ufficio stampa e info:

Giovanna Pipari tel/fax 06 6380845 cell. 349 6337613 mail: info@giovannapipari.net

 

HUMAN GRAVITATION PROJECT : dal 10 aprile al 10 maggio 2008  al  Museo Nazionale d'Abruzzo: Viale B. Croce c/o Forte Spagnolo - L'Aquila tel. 0862/6331 - Orario: 9.00 - 19.00, dal martedì al sabato.

 

 

HUMAN GRAVITATION PROJECT

è un progetto

ARTEPOINT

 

 

 

     
     

 

Con il Patrocinio di:

Parlamento Europeo, Senato della Repubblica, Ambasciata di Israele, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, Ministero della Salute, Ministero Pari Opportunità, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comunità Ebraica di Roma, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Università La Sapienza, Rai Teche, Centro di Cultura Ebraica, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco, Consulta Cittadina Permanente per l'Handicap

 Con il contributo di:

Ministero della Salute, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comunità Ebraica di Roma, Deutsche Bank, Consulta Cittadina Permanente per l'Handicap

   Comune di Roma  Associazione E.T.I.C.A.    Comitato Italiano Paralimpico      E.C.A.D.    Associazione per La Vita Indipendente

 Giorno della Memoria 27 Gennaio 2008

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

 presentano:

 “La memoria degli altri”

ebrei e disabili ricordano insieme

 h 16.30-17.30

concerto

I ladri di carrozzelle

h 17.45-18.15

Saluto delle autorità

 h 18.15-21.30

Pulling Down

 drammatizzazione

di Anna Foa e Vittorio Pavoncello

Regia

Vittorio Pavoncello

 Cast

Walter Corda, Caterina Genta, Ketty Di Porto, Lamberto Dorigo, Margherita Patti

 Voci

Federico Pacifici, Cristina Mantis

 Musiche

Lucio Gregoretti

Andrea Ceccomori – flauto

Antonio Caggiano – percussioni

Canto

Chiara Migliari

Mimo

RoRocchi

 Costumi

Adriana Ruvolo Schipa

 Sarà presente Edith Bruck scrittrice sopravvissuta agli orrori di Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen.

 Letture Poesie

Tommaso Binga, Edith Bruck, Oreste Bisazza Terracini, Massimo Giannotta, Marco Guzzi, Mario Lunetta, Roberto Piperno

 Proiezioni degli artisti

Alberto Baumann, Ariela Bohm, Giovanni Bonaldi, Giancarlino Benedetti Corcos, Carla Cantatore, Primarosa Cesarini Sforza, Luisa Colella, Gabriella di Trani, Osvaldo Contenti, Marzia Corteggiani, Anne Demiyttenaeré, Georges de Canino, Renato Fascetti, Eva Fischer, Piero Fornai Tevini, Salvatore Giunta, Stefano Frasca, Jonathan Hynd, Ingrid Kamerbeek, Giorgia Marzi, Salvatore Mauro, Eli McBett Jacomini, Barbara Schaefer, Gruppo Sinestetico, Franca Sonnino

 Conferenze

Anna Foa, Ileana Argentin, Silvia Cutrera,  Luca Pancalli,

                                                                                   brani proiettati  da spettacoli e documentari

La farfalla sucullo”  testo e regia di Giuseppe Adducci  “Un giardino per Ofelia – Tiergartenstrasse 4 di Pietro Floridia –Teatro dell’Argine; “Delirio N° 1 Il Bianco” da Alda Merini di Elena Fanucci; tra i documentari: “Top Secret – Programma sterminio.  L’altra faccia della storia” a cura di Giovanni Minoli - Teche Rai; documentari da Asphi “Handimatica 2006”; documentari da Istituto LUCE; I volti” di Pavoncello - Mancini.

Direzione Tecnica :

Artepoint di Paolo Mancini

Aiuto regia

Stefano Frasca, Rossella Pompeo, Alida Pantone

Grafica  Alan Baumann

 P.R.: Shulamith Orvieto   334.9887927 shulamith@alice.it

 Ufficio stampa: Giovanna Pipari tel/fax 06 6380845 cell 349 6337613   mail info@giovannapipari.net        

                            

Giorno della Memoria 27 Gennaio 2008

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

a partire dalle ore 16,30

ingresso gratuito previo ritiro biglietti omaggio dal 23 gennaio

presso la biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica

 

E.T.I.C.A   Ebraico Teatro Internazionale Cultura Arte- Via Germano Sommeiller n. 11- 00185 Roma  tel 06.7028078 etica.scrivi@hotmail.it  www.etica.name

 

"WEBISM - a global movement"
Show at "Ganserhaus" Gallery of "AK68"
October 28th, 2007 till November 25th, 2007
Hint at Wasserburg official website
Where to stay in Wasserburg - click on Wasserburg at map
Wasserburg Show Poster / Wasserburg Show Invitation designed by Gerhard Höberth
Gerhard belongs to the board of directors of renown art club "AK 68"
running the historic "Ganserhaus".

 

BLUE dipinti di Vittorio Pavoncello   a cura di  Ivana D’Agostino  Sala Margana  Piazza  Margana, 41 - Roma

Vernissage:  Mercoledì 20 giugno  h 18.30  La mostra rimarrà aperta fino al 22 giugno h10. 30 - 13 e 17- 22 - Catalogo in Galleria  -

Nei tre giorni della mostra alle ore 20,30 lettura spettacolo dell’ atto unico  “Il bue”  voci recitanti Gianluigi Pizzetti e Margherita Patti

Una divertente pièce, scritta dall’artista che ironizza sul mondo dell’arte e del collezionismo

 

 

 

 

 

 

 Un topo in un campo da rugby, cm 60x60                               Blue chips in un moto browniano con

un colpo di coda, cm 60x60

 Blue. Dipinti di Vittorio Pavoncello

Eclettico e versatile, artista totale per vocazione, Vittorio Pavoncello incarna il prototipo dell’intellettuale proteiforme, che dal Rinascimento in poi, trovando adeguate possibilità espressive nel clima di sinestesia tra le arti generato dalle prime e seconde avanguardie, riemerge oggi con altrettanta e ben accolta baldanza, giustificata dall’accettazione consapevole di quanto sia attuale l’attraversamento trasversale di tutte le arti.

Certamente alla odierna maggiore consapevolezza del linguaggio pittorico dell’artista,  ha contribuito l’esperienza da lui maturata nell’ambito dell’incisione; pratica che va sperimentando dal 1990 e dalla quale, non ultimo, deduce una rinnovata consapevolezza della pittura.

Raffinato è l’uso di tramature cromatiche doppie e triple attraverso le quali  la  profondità di campo è data dalla luce degli sfondi: linee curviformi, spezzate o dai calibrati movimenti sinuosi e continui  realizzano tracciati segnico-pittorici, che dalle esperienze grafiche secessioniste e mitteleuropee di ascendenza viennese – a cui rimanderebbe anche la scelta , seppure non esclusiva, del formato quadrato dei dipinti – approdano agli esiti di una intensa astrazione lirica d’impronta gestuale.

Coerente a questo la mostra, evento celebrativo per eccellenza dell’artista e delle sue creazioni, prevede la lettura del Bue, un breve e intelligente testo teatrale dello stesso  Pavoncello, causticamente stigmatizzante le dinamiche di un potenziale collezionismo d’arte estremo indotto dall’imperativo sistema dell’arte.

                                                                                                          Ivana D’Agostino

Galleria Sala Margana, Piazza Margana, 41 - 00186 Roma  Tel./Fax: 06.6790004 – 06. 6781061- salamargana@libero.it  

Contatti: Giovanna Pipari  Tel fax 06 6380845- Cell 349 6337613-  mail: info@giovannapipari.net

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IL CIBO DELL’ALTRO

ovvero   Il paradiso del gourmand 

Testo e regia di Vittorio Pavoncello

 Teatro Colosseo  Via Capo d’Africa, 7 - Roma  (tel. 06 7004932)

 Interpreti

 Adamo: Giuseppe Lorin                                                          Ewa: Shulamith Orvieto

 Venerdi, sabato e domenica 11-12-13 maggio al Teatro Colosseo alle ore  ….  andrà in scena lo spettacolo scritto e diretto da Vittorio Pavoncello “Il cibo dell’altro ovvero Il paradiso del gourmand”, compreso nel programma della settima edizione della rassegna di corti teatrali “Schegge d’autore curata dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD) & ENAP-PSMSAD in collaborazione con il Festival Internazionale del Corto di Mompeo (Rieti) con la direzione artistica di Renato Giordano e l’organizzazione di Raffaele Aufiero e Carlangelo Scillamà.

 Siamo in un angolo del ristorante “Il paradiso del gourmand” dove la coppia composta da Adamo e Ewa, rispettivamente chef e aiuto chef, sta pelando una montagna di patate per esigenze di menu del locale. E mentre pelano ininterrottamente discutono  sul perché “quello” che è anche il gestore del ristorante si sia arrabbiato così tanto perché Ewa ha mangiato una mela… Sì, siamo proprio di fronte alla coppia biblica inserita in questo contesto insolito che finalmente ci svela il motivo di tale famosa disobbedienza.

Il linguaggio è divertente, con veloci giochi di parole e i personaggi sono ben caratterizzati: Adamo è grossolano quanto Ewa è raffinata, una figura maschile di origini più umili rispetto a quella femminile che lo aiuta ad avanzare socialmente, un lui meno accorto delle proprie azioni di fronte ad una lei più consapevole. Così anche nella brevità della proprio caratteristica di essere corto il testo rivela e definisce chiaramente i tratti della coppia in scena e le due distinte personalità.

 Per Vittorio Pavoncello, autore e regista del testo, la comicità è un’esperienza diversa di drammaturgia. L’ artista ha già legato la propria carriera a tematiche sociali e religiose sia nella scrittura di testi teatrali (ad esempio con il “Il nuovo pianeta” sulla pena di morte, o come direttore artistico dell’associazione culturale E.T.I.C.A. – ebraico teatro internazionale cultura e arte) sia nella pittura (come con la mostra al Complesso del Vittoriano “Il popolo del sogno”, 50 incisioni tratte dalla Bibbia). Qui affronta uno dei temi più discussi del testo sacro, il peccato originale, ma in maniera comica con una rappresentazione che diverte lo spettatore fino alla battuta finale rivelatrice.

 Ufficio stampa: Giovanna Pipari  tel/fax 06 6380845   cell 349 6337613 mail: info@giovannapipari.net

 

Virtualizzazioni

intervista a Vittorio Pavoncello di Giovanna Pipari

     Ho voluto incontrare Vittorio Pavoncello per chiedergli cosa sono le “Virtualizzazioni” e per quali aspetti si presentano come una nuova forma d’arte, inesistente finora nel mondo artistico ma che sembra essere una nuova via verso il concetto di fusione tra generi che ormai, evidentemente, influenza anche l’universo artistico e non solo quello sociale.

 D. Stai lavorando su una nuova espressione artistica da te recentemente ideata le  Virtualizzazioni ? Che tipo di opere sono e come ti è venuta l’idea?

R. L’idea delle Virtualizzazioni è venuta mentre stavo progettando un costume per il mio prossimo spettacolo che sarà “Una Donna Virtuale”. La domanda che mi ponevo era: quale può essere un costume per un corpo virtuale? Alla fine, trovata una soluzione, che come accade in tutte le ricerche a volte va bene aldilà di ciò che si sta cercando, mi sono reso conto che non era solo un bozzetto per un costume che stavo realizzando ma ne era uscita una nuova creazione: quella appunto delle Virtualizzazioni.

 D. Puoi essere più chiaro?

 R. Il dato di partenza, disegnando al computer, era una foto dell’attrice che avevo inizialmente trasformato e di cui avevo poi cercato la traduzione in linguaggio html. Applicando questo linguaggio, scrivendolo cioè sia sul vestito che sul corpo dell’attrice ho avuto la netta sensazione di proseguire e modificare il percorso della body art, innovandolo. Quelle parole in html, sovraimpresse sul corpo, sulla pelle, erano sia una modalità della body art, ma erano anche altro: tatuaggi, pitture… Con implicazioni diverse mi tornava in mente Piero Manzoni il quale firmava i corpi del pubblico, mi giungevano le attuali immagini dei défilée di vestiti disegnati sui corpi, o i corpi completamente dipinti come fa una parte dell’arte contemporanea. Però, le Virtualizzazioni, a differenza di alcune esperienze della body art, restituivano e davano al corpo una virtualità e astrazione insite nella fisicità ma che restano invisibili e che vanno aldilà della body art. Mi sembrava come se stessi tirando fuori l‘anima tecnologica delle nostre esistenze! Una Virtualizzazione conferisce al corpo del virtualizzato un’immagine come di maschera ma è la maschera di un sé stesso: perché quel linguaggio html, che viene dipinto sul corpo, altro non è che la traduzione in un linguaggio da computer della propria immagine. 

D. Quindi, ogni immagine ha un proprio linguaggio html che è univoco e non potrebbe appartenere a nessun’ altra immagine?

R. In teoria si. Diciamo che, ancora meglio di un’immagine, l’obiettivo sarebbe quello di avere una modella (fotografata o reale) per ogni immagine, a cui viene applicato sul corpo il proprio e univoco codice html. Una Virtualizzazione ad esempio funziona quasi come un vestito da indossare o il cambiare pelle, e paradossalmente indossare la propria di pelle o un vestito disegnato dalla nostra immagine.

 D. E l’immagine della modella da virtualizzare da dove viene presa?

R. Per il momento sono foto che possedevo già. Ma possono essere anche foto più personalizzate, ad esempio, in questi primi esperimenti pubblicati sul blog di una donna virtuale (http://unadonnavirtuale.leonardo.it ndr) nel linguaggio html estratto da un’immagine a caso  mi sono divertito a mettere dei nomi fittizi. Ma ciò non toglie che un domani una eventuale Maria Rossi o Mario Rossi possano avere un ritratto di se stessi con i propri nomi. E il tutto scaturito dal codice che il proprio corpo o volto genera trasportato in immagine sul computer.

 D. Anche dei personaggi famosi potrebbero essere da te virtualizzati?

R. Sì, ci potrebbero essere anche personaggi famosi virtualizzati. Anche se ho delle obiezioni sul lavorare su personaggi famosi di oggi. E qui devo fare un appunto a Andy Wharol, sia di merito che di facilità, anche se lui voleva lavorare sull’icona mitica. Mi riferisco (alla serie di dipinti  “Do it yourself”), l’analogia potrebbe essere che Warhol in alcuni quadri metteva dei numeri, come se fossero un puzzle da riempire, e questo è stato molto interessante. L’aspetto meno piacevole è che il ritrarre personaggi famosi oggi dà ad alcuni, forse a troppi, l’idea di essere artisti solo perché... Personalmente, non escludo che se, in qualche modo, un personaggio famoso volesse essere virtualizzato da me ciò non possa accadere. Ma l’essere famosi, per quanto mi riguarda, non è una condizione né un passaporto per virtualizzarsi.

 D. E’ importante per te in questo lavoro l’influenza dell’arte hypotetica alla quale so ti dedichi già da tempo ?

R. L’arte hypotetica è centrale. E su questa sto pensando e creando già da diverso tempo, ma così come buona parte di pensieri o teorie a volte hanno bisogno di tecnologie che li evidenzino,  o che le rendano manifeste e che le potenzino, questa volta la tecnologia esprime bene una produzione estetica. C’è una frase che sta nel blog la quale dice che: “Il virtuale è come un tatuaggio invisibile che la scienza crea e che l’arte fa apparire.”

 D. Hai nominato il bisogno di tecnologie, nuove tecnologie. Pensi che anche l’arte, come la società umana, abbia bisogno di seguire il passo e fondersi con essa altrimenti rischia l’isolamento?

R. L’arte contemporanea è già fortemente intessuta di nuove tecnologie, vediamo continuamente mostre realizzate da video, multimedialità, olografie.  La sinestesia tra arte e tecnologia è in atto da molto tempo. Ciò che una Virtualizzazione potrebbe invece implicare è un tornare anche a dipingere, non so, ad esempio, anche un paesaggio urbano.

 D.  Ovvero anche un paesaggio urbano, e non,  potrebbe essere virtualizzato?

R. Esattamente. Perché no? Un paesaggio urbano o un’architettura potrebbero essere sicuramente  virtualizzati. E’ per questo che con le Virtualizzazioni si apre un campo vasto nei modi e nella ricerca. Ma c’è anche un altro aspetto che mi interessa e sul quale vorrei a breve intervenire e che è la Virtualizzazione in atto, in sede di gallerie o di spazi con eventi, voglio dire di virtualizzare dal vivo modelli o modelle. E poi, lasciare che questi corpi virtualizzati agiscano nello spazio.

 D. Mi ponevo la questione, dalle tue spiegazioni, se poteva nascere una mostra di opere virtualizzate?

R. Sicuramente. E il procedimento sarebbe che le opere già stampate su supporto verrebbero esposte in contemporanea con alcune Virtualizzazioni eseguite dal vivo.

 D. Per interpretare questo tuo nuovo modo di esprimere l’arte c’è nascosta una figura femminile (“Una donna virtuale”). Ci sarebbe potuto essere “Un uomo virtuale” alle spalle di un simile progetto multimediale?

R. Sì, ma il corpo femminile, quasi per tradizione iconografica, è diventato il corpo per eccellenza che mantiene ancora quel mistero del “corpo”. Ma nelle virtualizzazioni che sto facendo ci sono sì anche delle figure maschili, cosi come potrebbero esserci dei paesaggi, o una natura morta, un vaso di fiori, o un veduta del Canaletto.

Le virtualizzazioni di Vittorio Pavoncello possono finora essere viste in esclusiva nel blog http://unadonnavirtuale.leonardo.it o nel suo sito www.vittoriopavoncello.net Il blog “Una donna virtuale” è nato con l’intento di precedere virtualmente la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Una donna virtuale” uno spettacolo studiato per un luogo come il palcoscenico che storicamente ha delle implicazioni di virtualità intrinseche nella propria natura. Scritto e diretto da Vittorio Pavoncello, l’attrice è Raffaella Ponzo.

 Vittorio Pavoncello Una delle sue ultime mostre più importanti è  stata “Il popolo del sogno” nel 2004 al Complesso del Vittoriano (Roma) www.etica.name , Sala Margana (Roma) e Studio Tommaseo (Trieste).

 Giovanna Pipari press office www.giovannapipari.net

C'è una novità : il mio  blog dal titolo  Hypothesis     http://vittoriopavoncello.leonardo.it/blog

 

LA REGINA E L’ALCHIMISTA  di  Anna Foa e Vittorio Pavoncello    Domenica 20 Agosto alle ore 20 l’Associazione Culturale OZU (Largo Moricone, 1 – 02033
Monteleone Sabino, Rieti) presenta “
Lettura d’autore: LA REGINA E L’ALCHIMISTA di e con Anna Foa e Vittorio Pavoncello.

I due autori leggeranno il loro testo accompagnati dal pianoforte di Nicolas VinderWood e dall’arpa di Nicole Marinucci in questa suggestiva area derivata da una fabbrica abbandonata nell’Alta Sabina che si è trasformata in un laboratorio di scambi culturali e officina dell’arte.

Ufficio Stampa:Giovanna Pipari tel/fax 06-6380845 cell 349 6337613 mail giopipari@hotmail.com   http://www.giovannapipari.net

    “25 PAROLE della TORAH trovano CASA”   La Casa di Riposo Ebraica e l’Associazione E.T.I.C.A. presentano   Vittorio Pavoncello - “PAROLE E COSE DA GENESI” 25 dipinti da Genesi   e lo spettacolo “IL VIOLINO D SHYLOCK” di Vittorio Pavoncello  In occasione della 7° Giornata Europea della Cultura Ebraica avente come tema “Itinerari Ebraici”,domenica 3 settembre alle ore 17,30 l’ Associazione E.T.I.C.A. (ebraico teatro internazionale cultura arte) inaugura la mostra di 25 dipinti “Parole e cose da Genesi” di Vittorio Pavoncello voluti e donati alla Casa di Riposo Ebraica di Roma (CRER Via Portuense, 216 – 00149 Roma) In anteprima lo stesso giorno alle ore 20,30 lo spettacolo per voce e violino “Il violino di Shylock” scritto da Vittorio Pavoncello in cui, con una lettura in chiave contemporanea dell’opera di Shakespeare “Il mercante di Venezia”, estrapolando la figura di Shylock attraverso un viaggio nel tempo si rappresentano i soprusi, le accuse e  i pregiudizi, di ieri come di oggi, verso gli Ebrei, dando anche un’ originale interpretazione dello Shylock teatrale. La voce è di Daniele Di Porto e il violino è suonato da Marco Valabrega. Ufficio Stampa:Giovanna Pipari     tel/fax 06-6380845 - cell 349 6337613 - mail giopipari@hotmail.com  http://www.giovannapipari.net

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